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Le basi dell’ear training

Allenare l’orecchio significa imparare a dare un nome a ciò che senti: quanto distano due note, se un accordo è maggiore o minore, dove si trova una melodia nella sua tonalità. È un’abilità come un’altra, e dieci minuti al giorno bastano per costruirla.

A cura della redazione di TuneKite5 min di lettura

In breve

  • Allena l’orecchio relativo: sentire la distanza tra le note. Chiunque può svilupparlo con un esercizio regolare.
  • Comincia con pochi intervalli ben diversi e con accordi maggiori contro minori, poi aggiungi il resto.
  • Canta quello che senti. Dieci minuti al giorno valgono più di un’ora una volta alla settimana.
In questa pagina
  1. Che cos’è l’ear training
  2. I dodici intervalli
  3. Quattro esercizi fondamentali
  4. Una routine quotidiana di 10 minuti
  5. Consigli che fanno la differenza
  6. Domande frequenti

Che cos’è l’ear training

I musicisti usano questa parola per una famiglia di abilità: riconoscere gli intervalli (la distanza tra due note), i tipi di accordo (maggiore, minore, settima), i gradi della scala (quale nota della tonalità stai sentendo) e i ritmi. Insieme ti permettono di risuonare ciò che senti, accordare con più precisione, imparare ascoltando e improvvisare senza tirare a indovinare.

Orecchio relativo e orecchio assoluto

L’orecchio assoluto è la capacità di nominare una nota senza alcun riferimento. È raro e di solito legato a una formazione musicale nella prima infanzia. L’orecchio relativo è la capacità di nominare le note in rapporto tra loro: “era una quinta”, “quell’accordo è il IV”. È quello su cui si basano quasi tutti i musicisti di professione, e si può allenare a qualsiasi età. Tutto ciò che segue riguarda l’orecchio relativo.

I dodici intervalli

Un intervallo si misura in semitoni, la distanza tra due tasti vicini del pianoforte o due tasti vicini della chitarra. Dentro un’ottava ce ne sono dodici. Ognuno ha un carattere riconoscibile, ed è quello che impari a sentire.

Gli intervalli ascendenti dal Do, con il carattere che percepisce la maggior parte delle persone
IntervalloSemitoniSopra il DoCarattere
Seconda minore1Re♭Tesa, stridente; le note quasi si toccano.
Seconda maggiore2ReUn semplice passo, l’inizio di una scala.
Terza minore3Mi♭Morbida, un po’ malinconica; il colore degli accordi minori.
Terza maggiore4MiLuminosa e calda; il colore degli accordi maggiori.
Quarta giusta5FaAperta, come un richiamo o l’attacco di una fanfara.
Tritono6Fa♯Instabile e inquieto; divide l’ottava a metà.
Quinta giusta7SolForte, vuota, stabile; il suono del power chord.
Sesta minore8La♭Ampia e struggente.
Sesta maggiore9LaAmpia e dolce.
Settima minore10Si♭Sapore blues, vuole risolvere; la cima di un accordo di settima.
Settima maggiore11SiPungente, spinge con forza verso l’ottava.
Ottava12DoLa stessa nota, più in alto; completamente fusa.

Non imparare tutti e dodici insieme. Comincia con due che suonano molto diversi, come la terza maggiore e la quinta giusta. Quando li indovini nove volte su dieci, aggiungi un terzo intervallo, poi un quarto. Suona ogni nuova coppia sul pianoforte virtuale sia come due note in successione (intervallo melodico) sia insieme (armonico): allenano abilità leggermente diverse.

Allena intervalli e accordiEsercizi su intervalli, accordi e note con risposta immediata. I punteggi restano sul tuo dispositivo.

Quattro esercizi fondamentali

Ricantalo

Suona una singola nota, poi cantala. Poi suona due note e cantale entrambe. Cantare costringe il cervello a localizzare l’altezza invece di limitarsi a riconoscerla, ed è il modo più rapido per migliorare in tutti gli altri esercizi. Conta l’intonazione più della bella voce; anche canticchiare va bene. Se vuoi controllarti, canta nell’accordatore e guarda l’ago.

Maggiore o minore?

Fatti suonare un accordo dall’esercizio o da un amico e decidi: maggiore o minore? La differenza è una nota sola, la terza, ma il colore cambia completamente. Quando è facile, aggiungi gli accordi di settima di dominante, poi le settime maggiori e minori. Ascolta prima l’atmosfera generale, poi prova a isolare la nota più alta.

I gradi della scala

Stabilisci una tonalità suonando i suoi accordi I–IV–V–I, poi suona una nota della scala e nominane il grado: 1 (do), 3 (mi), 5 (sol) e così via, pensando la tonalità come se partisse da do. Ogni grado ha una sensazione precisa nella tonalità: l’1 è casa, il 7 tira verso l’1, il 4 si appoggia sul 3. È l’abilità che ti permette di tirare giù le melodie a orecchio, ed è legata direttamente al funzionamento delle tonalità sul circolo delle quinte.

Il ritmo

Ribatti con le mani brevi ritmi dopo averli sentiti una volta, cominciando con semiminime e crome. Usa il metronomo a un tempo lento per collocare ogni battito di mani. Saper sentire e scrivere un ritmo conta quanto l’altezza quando impari la musica a orecchio.

Una routine quotidiana di 10 minuti

La regola è: breve e regolare. La memoria dei suoni si costruisce tra una sessione e l’altra, quindi l’esercizio quotidiano dà risultati molto migliori di una lunga sessione settimanale.

MinutiAttività
2Riscaldamento: suona e canta una scala maggiore in su e in giù, poi qualche nota singola.
3Esercizio sugli intervalli che stai studiando.
3Esercizio sui tipi di accordo: maggiore, minore, poi le settime.
2Gradi della scala in una tonalità, oppure ritmi da ribattere con le mani.

Tieni traccia della tua precisione. Quando un esercizio supera il 90% per tre giorni di fila, rendilo più difficile: aggiungi un intervallo, suonali discendenti o passa agli intervalli armonici.

Consigli che fanno la differenza

  • Rispondi in fretta. Rispondi entro un paio di secondi. La prima impressione di solito è più precisa di un conteggio accurato.
  • Cambia la nota di partenza. Esercitare ogni intervallo partendo dal Do ti insegna il Do, non l’intervallo.
  • Collegalo al tuo strumento. Dopo aver nominato un intervallo, trovalo sulla chitarra o sul pianoforte. Orecchio e mani imparano insieme.
  • Crea i tuoi suoni di riferimento. Brevi frasi che conosci bene possono ricordarti un intervallo; scegline dal tuo repertorio, così restano impresse.

Domande frequenti

Chiunque può allenare l’orecchio?

Sì. L’orecchio relativo, cioè riconoscere intervalli e accordi, migliora costantemente con un esercizio regolare a qualsiasi età. È un’abilità, non un dono.

Un adulto può sviluppare l’orecchio assoluto?

È molto raro che un adulto acquisisca un vero orecchio assoluto. L’orecchio relativo è molto più utile nella pratica, e con abbastanza esperienza molti musicisti riconoscono in modo affidabile le note di riferimento più comuni.

Quali intervalli imparare per primi?

Due molto diversi, come la terza maggiore e la quinta giusta, poi la quarta giusta e l’ottava. Aggiungi gli altri uno alla volta.

Quanto tempo ci vuole per allenare l’orecchio?

Con 10 minuti al giorno, quasi tutti distinguono in modo affidabile gli accordi maggiori dai minori in un paio di settimane e riconoscono gli intervalli più comuni in due-tre mesi.

Serve un pianoforte per l’ear training?

No. Va bene qualsiasi strumento, e anche un pianoforte online o un’app di ear training. Quello che conta è esercitarsi con regolarità e cantare ciò che senti.